Lila Bowen

Wake of Vultures

Ed. Orbit 2015

 


Nettie Lonesome lives in a land of hard people and hard ground dusted with sand. She's a half-breed who dresses like a boy, raised by folks who don't call her a slave but use her like one. She knows of nothing else. That is, until the day a stranger attacks her. When nothing, not even a sickle to the eye can stop him, Nettie stabs him through the heart with a chunk of wood, and he turns into black sand.
And just like that, Nettie can see.
But her newfound sight is a blessing and a curse. Even if she doesn't understand what's under her own skin, she can sense what everyone else is hiding-at least physically. The world is full of evil, and now she knows the source of all the sand in the desert. Haunted by the spirits, Nettie has no choice but to set out on a quest that might lead her to her true kin... if the monsters along the way don't kill her first.

Io non sono un grande amante di romanzi con alto contenuto di mostri vari, e qui ce n'è una buona rappresentanza, ma devo ammettere che è stata una lettura gradevole, con una novità di ambientazione e di personaggi, almeno per me. Anche i giudizi dei lettori americani su Goodreads sono sostanzialmente positivi, tranne alcuni che dichiarano esplicitamente la propria avversione per i western. Perché l'ambiente è proprio quello caldo, polveroso e puzzolente del buon vecchio ovest americano, e i personaggi sono per lo più cowboy e indiani più o meno meticciati.
A differenza del west di John Ford e di John Wayne, qui però ci sono anche mutaforma, lupi mannari, arpie e chi più ne ha più ne metta, anche se non mancano sparatorie e cavalcate. Non ho mai letto dei western in lingua inglese, per cui all'inizio ho fatto fatica ad interpretare lo slang dei cowboy, che è usato abbondantemente, ma poi la lettura è scorsa senza problemi.
È vero che la trama, almeno di questo primo volume, appare un po' banale, con il solito personaggio di infimo livello sociale che poco alla volta scopre di essere qualcosa di più, o meglio d'altro, ma l'ambientazione western piena di mostri vari lo ha reso abbastanza innovativo ai miei occhi.
Il romanzo non solo non è autoconclusivo, ma non finisce proprio, come se ci fosse un grosso continua al momento più emozionante, per cui non lo consiglio assolutamente a meno che non siate disposti a leggere anche i due successivi della trilogia. Io però non l'ho fatto, ho letto solo un paio di capitoli del secondo volume, proprio per via di quel continua, ma alla fine ho dovuto concludere che il mio interesse per i vari mostri non era tale da costringermi a leggere altri due romanzi, almeno per il momento, con tanta roba teoricamente di mio maggior gradimento che ho in lista di attesa.
Per chi però amasse i mostri e non avesse avversione per il clima western (ma anche il viceversa va bene) devo dire che la storia si legge con piacere, il personaggio principale è simpatico e ben descritto e quindi può essere una lettura piacevole.

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